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Rifiuti a Barcellona -
Barcellona-Appartamenti
Ambiente


SInvitato dal sindaco di Barcellona in rappresentanza della città di Napoli, ho partecipato alla fase conclusiva del "Second World Urban Forum" organizzato da "Un-Habitat" e dall' Ue sulla sostenibilità dello sviluppo urbano. Il Forum ha riguardato gli innumerevoli problemi legati all' inurbazione delle grandi metropoli mondiali: salute, sicurezza, traffico, servizi, educazione, amministrazione, risorse energetiche e dissesto ambientale e sociale. Temi drammatici con i quali le amministrazioni locali devono fare i conti quotidianamente e che da iniziative come questa potranno trarre indicazioni operative per imboccare la strada di uno sviluppo sostenibile. Temi giganteschi, una bomba a orologeria da disinnescare, come ha detto Nicophore Soglo, sindaco di Coutonou. E, del resto e non a caso, questo incontro si è aperto all' insegna di una nuova fase di collaborazione tra la Comunità europea e il Programma Habitat delle Nazioni Unite e si è tenuto nel Forum di Barcellona; una scelta che è, allo stesso tempo, provocazione politica, urbanistica e sociale. L' enorme spazio del Forum di Barcellona, che ho avuto modo di veder crescere negli ultimi due anni, occupa un' area di 30 ettari al termine della Diagonal di Barcellona e termina nel Comune di Besòs. Dispone di un "Centro de Convenciones" di 67 mila metri quadri capace di ospitare 15 mila persone, di un auditorium per 3.200 persone, di una piazza coperta di quindici ettari, di un campus universitario e di un parco. L' edificio del Forum è una costruzione che si estende per quasi duecento metri e, per la sua importanza, è destinato a divenire una delle icone di Barcellona. Il tutto coperto da una struttura sospesa di 5000 mq e affacciato su quella che, appena ieri, era "cloaca a cielo abierto" e che oggi è un centro balneare. Dov' è la provocazione? è che il Forum è stato costruito al confine con la centrale di valorizzazione energetica e termica del Besòs. Un termovalorizzatore, diremmo noi. Si tratta di un complesso che macina 450 mila mc di rifiuti al giorno, sottrae 5 mila tonnellate di C02 all' atmosfera convertendole in 30 megawatt di vapore ed elettricità, recupera materie prime, ha restituito alla vita oltre 10 chilometri quadri di un fondo marino degradato, ha risanato urbanisticamente ed economicamente un quartiere che, sino a pochi anni addietro, era un luogo disabitato, insalubre e inospitale e, su una superficie di soli quindici ettari, risponde alle esigenze di una popolazione di tre milioni di abitanti, oltre ad aver avuto un impatto occupazionale non trascurabile. Proprio come da noi la costruzione del complesso è stata accompagnata da polemiche e dubbi, ma la sua realizzazione è stata poi accettata come una soluzione congrua al problema dello smaltimento dei rifiuti e, in questo contesto, la scelta di collocare il "Second World Urban Forum" in questa area appare non casuale. Il "Forum Barcelona" e la "Centrale sw de valorizacion energètica y tèrmica" condividono strutture logistiche, urbanistiche, energetiche e addirittura il centro balneare. è qui la provocazione, nel dimostrare, nel concreto e a margine di un convegno mondiale sui problemi dello sviluppo urbano, come sia possibile conciliare, a patto che si smettano contrapposizioni preconcette, bisogni energetici e smaltimento dei rifiuti, sviluppo urbano e protezione dell' ambiente. è una lezione che, discretamente, gli organizzatori del Forum hanno voluto dare non solo agli invitati del "Second World Urban Forum", ma a tutti quelli che vogliono seriamente e non polemicamente interessarsi di questa difficile emergenza. L' autore è assessore al Turismo del Comune di Napoli