cinzia sasso orio al serio (Bergamo) - La ragazza con le trecce biondissime e le gote infuocate che si guarda intorno sperduta arriva da Tallin, Estonia. Deve andare a cercare la sua scuola di design, via Amatore Sciesa. Ma a Milano. Questo è Orio al Serio, l' aeroporto dei miracoli, il primo centro italiano della rivoluzione low cost. 149 euro l' andata, altrettanto il ritorno. Mezz' ora da Bergamo, quarantacinque minuti da Milano, ma non si va troppo per il sottile. La tratta si chiama Tallin-Milano lo stesso, e pazienza se dopo il volo, tre ore, più una di fuso, c' è un' ora di pullman: è comodissimo, il piazzale davanti all' aerostazione è piccolo che non serve andarlo tanto a cercare e costa 11 euro. Dallo sbarco al ritiro bagagli non passano più di quindici minuti. Al bar, ad assaggiare gli spuntini a base di taleggio, il formaggio locale, coppie non più giovanissime arrivate da Amburgo; studenti di Barcellona in gita e anche manager da Dublino le cui aziende hanno adottato la politica del risparmio. I numeri del miracolo di Bergamo sono materia di studio: la Sacbo, la società privata di gestione dell' aeroporto, ha commissionato una ricerca sull' impatto socio-economico dell' impresa. Risulta che dal 2002, data del precedente rapporto, a oggi, il milione e poco più di passeggeri sono diventati i 4,3 dell' anno in corso con una crescita complessiva di traffico del 300 per cento. L' occupazione è passata da 3.601 dipendenti diretti a 9.639; quelli totali, compreso quindi l' indotto, erano 7.290 e ora sono 17.751. La produzione complessiva sfiora i 2,2 miliardi di euro; tenendo conto dell' inflazione, la crescita reale dell' impatto economico è stata del 785 per cento. Nemmeno l' Italia del boom economico aveva potuto fare tanto. E neppure la bergamasca, terra tradizionalmente di piccola impresa, avrebbe mai potuto immaginare di inventarsi negli anni più duri una vocazione turistica. Bergamo è solo un esempio, il "caso" da laboratorio. Ma Ciampino, Pisa, Treviso, Brindisi, Reggio Calabria, Bolzano, seguono lo stesso, tumultuoso sviluppo. Il motore portante di questa avanzata è - come accade per Orio, Ciampino, da un mese anche Pisa - essere "base" di una compagnia aerea, in questo caso la Ryanair. Che deposita 4, 5 e 1 velivolo anche la notte e di giorno si sbizzarisce in 18, 21 e 10 rotte, destinazioni da Londra (Stansted), a Eindhoven (Dublino); da Skavsta (Stoccolma), a Santander (Bilbao) fino a Beauvais (Parigi). Per altri, Olbia, ad esempio, il moltiplicatore del traffico si chiama Easyjet e Hapag Lloyd. Per Treviso, Alpi Eagles. Paghi poco e vai dove vuoi. Al ceck-in, pronti alla partenza, ci sono diciassette studenti della facoltà di economia dell' Università di Lubecca. A Bergamo erano già stati tre anni fa, ma il viaggio, allora, lo avevano fatto sul pullman. «Ora - spiega uno di loro - abbiamo speso meno così». Si sono fermati una settimana; hanno dormito al Nuovo Ostello della Gioventù di Monterosso; approfittato della gentilezza di Alessandra, la ragazza che sta al desk dell' agenzia per lo sviluppo e la promozione turistica e che ha imparato a "vendere" il museo di Donizetti come fosse la pinacoteca di Brera, la piazza vecchia, costruita per volontà della famiglia Colleoni in Città Alta, come fosse piazza della Scala. Ma, dove è arrivato il low cost, è accaduto ovunque così: a Girona, cento chilometri da Barcellona; ad Hahn, proposto come l' aeroporto di Francoforte da cui invece dista quasi due ore di autobus. Il fenomeno low cost ha cambiato la geografia dei luoghi; ha dato un impulso straordinario all' economia locale; è diventato - come dicono gli studiosi incaricati dalla Sacbo a proposito di Orio - «uno strumento di marketing, capace di agire come un magnete nei confronti di un' ampia gamma di imprese industriali e commerciali e di costituire un significativo asset strategico per la regione in cui opera». Ma ha cambiato anche il modo di vivere: i nuovi clienti del traffico aereo sono persone che prima viaggiavano in pullman, in treno, oppure se ne stavano a casa. «Con i voli a bassa tariffa - dice il direttore commerciale di Orio - è accaduto quel che è successo coi treni quando dall' Orient Express si è passati all' Intercity». Tornano dall' estero in aereo gli emigranti; ma vanno in vacanza in posti lontani anche i pensionati che prima mai avevano volato. Ha raccontato L' Eco, il giornale locale, che un pompiere londinese innamorato della Città Alta vive a Bergamo e va a lavorare a Londra, come un pendolare qualsiasi. Mentre a Olbia è normale che durante l' inverno atterrino coppie da Hannover per trascorrere il week-end al tepore (per loro, s' intende) della Sardegna |