BARCELLONA - In una città tutta protesa a celebrare i centocinquanta anni dalla nascita di Antonio Gaudì, l' architetto della Sagrada Familia, Napoli e la Campania sbarcano in forze in Catalogna per stringere un patto su urbanistica, cultura, attività produttive e tecnologie. Un accordo fino al 2006. Un patto di «amicizia e cooperazione per consolidare un rapporto molto forte», «un rapporto già avviato da tempo tra Napoli e Barcellona». Così è scritto nel protocollo d' intesa che il presidente della Campania Antonio Bassolino e Rosa Russo Iervolino firmeranno stamattina nel municipio della città catalana con il sindaco socialista di Barcellona Joan Clos. Un patto fondato su otto punti: pianificazione urbanistica, tecnologie d' avanguardia, sviluppo, economia, educazione, cultura, turismo, sport. Un' intesa che prevede un intenso scambio di progetti, di idee, anche di tecnici e professionisti tra le due amministrazioni cittadine con il «coinvolgimento della società civile». Otto obiettivi: ai primi posti il turismo e l' urbanistica, Barcellona ha un ufficio di pianificazione con cinquecento tra ingegneri e architetti che è il più avanzato d' Europa. «Una collaborazione spiega il sindaco Iervolino all' inaugurazione sulla mostra dell' Artigianato storico borbonico che è già partita positivamente nei mesi scorsi. Basta pensare che ci sono architetti catalani nella giuria che dovrà esaminare i progetti del concorso per le nuove case da realizzare nei quartieri di Chiaiano, Soccavo e Pianura al posto dei prefabbricati pesanti del postterremoto che saranno demoliti». Un patto quadriennale annunciato sabato scorso davanti alla stampa estera a Palazzo Reale dal presidente dell' Autorità portuale Francesco Nerli, che ha fissato un obiettivo molto ambizioso: «Napoli tra quattro anni avrà un water front come quello che è stato realizzato negli anni scorsi a Barcellona». Un water front con porticcioli, luoghi di divertimento, darsene e spiagge. Un obiettivo che Rosa Russo Iervolino condivide e sostiene: «Non si tratta di scimmiottare altre città. Napoli e Barcellona hanno le caratteristiche e le qualità di due grandi metropoli europee e mediterranee che possono scambiarsi esperienze, professionalità, progetti». Un gemellaggio che Antonio Bassolino ha alimentato fin dai tempi in cui era sindaco e che ora lo vede protagonista come presidente della regione: «La recente riforma costituzionale mi consente di stringere accordi diretti con città e Stati. E' accaduto a Belgrado dove abbiamo firmato un' intesa tra la Serbia e la Campania costruita sullo sviluppo industriale, sul rilancio dell' agricoltura, sull' università e sul welfare. E a New York, con grandi prospettive per la nostra industriale alimentare. Ma non solo. Anche in Marocco abbiamo siglato un patto per la concia delle pelli che sarà utilissimo al nostro distretto industriale di Solofra. Ora siamo qui a Barcellona per lavorare su urbanistica e cultura. Ma non ci fermiamo. Già lunedì prossimo sarà aperta a Bruxelles una sede ufficiale di rappresentanza della nostra regione. Una sorta di ministero degli Esteri della Campania. Mentre Barcellona è in festa per Gaudì, con più di venti mostre e un investimento di diciotto milioni di euro per celebrare il suo più grande architetto, in Catalogna arrivano anche amministratori e imprenditori campani. Con Bassolino e Iervolino sbarcano a Barcellona l' assessore comunale al Turismo, Nicola Oddati e l' assessore regionale alle Attività produttive, Gianfranco Alois per inaugurare una mostra sull' Artigianato storico borbonico che va dalle seterie di San Leucio alle porcellane di Capodimonte, all' arte del corallo di Torre del Greco. Mostra che arriva fino ai giorni nostri con il recente recupero della Fonderia Chiurazzi. Napoli rincorre Barcellona. Ha quattro anni di tempo, il conto alla rovescia è già partito. |