Studenti in fibrillazione. Professori in crisi per organizzare tutto al meglio. Agenzie di viaggio in sollucchero per il mega business. Effetto gita scolastica. Zaino in spalla, qualche lira sganciata da mamma e papà, l' entusiasmo dell' adolescenza e via~ Tutti pronti per la mitica gita. Niente lezioni, niente libri. Qualche visita ai musei, qualche puntata sui luoghi della storia e della memoria. Le mète predilette dalle scuole baresi? Barcellona prima di tutto: piace ai professori perché rappresenta l' avanguardia della nuova koiné europea; piace agli studenti perché Barca resta una delle capitali del divertimento. Nella hit delle mete estere preferite seguono Parigi, Monaco, Londra e Dublino. Le grandi metropoli europee tirano alla grande. Ma piace sempre di più anche l' idea di un viaggio scolastico nei paesi dell' est: Praga la triste o Budapest la misteriosa. Presidi e insegnanti fanno gli straordinari per organizzare le gite più interessanti, quelle che meglio si allacciano ai programmi dei docenti e che in qualche modo conciliano anche i gusti e le possibilità degli studenti. Un «viaggio d' istruzione» all' estero costa in media fra le sei e le 800mila lire a studente. Visitare una delle città d' arte italiane costa invece all' incirca tre o 400mila lire. Non tutte le famiglie possono permettersi una spesa del genere. E le scuole spesso intervengono pagando, in parte o in toto, il costo del viaggio attingendo da fondi scolastici. Con l' autonomia questo si può già fare. «I viaggi d' istruzione che stiamo predisponendo - spiega Maristella Turi, vice preside del liceo classico "Orazio Flacco" - sono ovviamente inseriti nella programmazione che ciascuna classe ha svolto durante questi mesi di scuola. Per esempio, la sezione C, che segue in via sperimentale un corso di conservazione dei beni culturali, andrà in Provenza. Altre sezioni che hanno invece lavorato molto per la Settimana della Memoria a gennaio, andranno a visitare i campi di concentramento in Polonia. In Germania ci andranno le classi che hanno seguito meglio il periodo del Romanticismo. La partecipazione è in genere molto ampia, anche perché se almeno i due terzi degli alunni di ciascuna classe non partecipa il viaggio viene cancellato». «Qui da noi - dice Filippo Ventrella, preside dell' Istituto d' Arte di Bari - non tutti i ragazzi hanno la possibilità di partecipare a gite scolastiche troppo costose. E siccome ormai la scuola è un' azienda, noi dobbiamo predisporre un prodotto che sia anche abbordabile. Rimarremo quindi in Italia e abbiamo scelto la Sicilia come meta per i viaggi delle terze e delle quinte. Stiamo anche pensando alla possibilità che la scuola intervenga aiutando gli studenti meno abbienti». Un aiuto è invece già stato previsto dal consiglio d' istituto del liceo scientifico «Scacchi». «Abbiamo deciso d' intervenire con un' integrazione per gli studenti che vengono da famiglie monoreddito inferiore a 30 milioni di lire - spiega Giovanni Rana, docente incaricato delle relazioni con l' esterno - Le mete prescelte quest' anno sono Barcellona, Berlino, Dublino, la Grecia per l' estero. Le città d' arte invece per i viaggi in Italia». E quello del turismo scolastico comincia ad essere un vero business. Lo sanno bene gli operatori turistici. La maggior parte della agenzie di viaggio ha ormai predisposto al proprio interno un settore specifico. «Negli ultimi due o tre anni il turismo scolastico è notevolmente cresciuto - spiega Joseph Pascalicchio, dell' agenzia Careccia - Credo che si tratti di una questione di atteggiamento: è cambiato sia quello dei professori, molto più coscienti della valenza didattica del viaggiare, sia dei genitori, più disposti di un tempo a lasciare andare i figli. Anzi spesso sono proprio i genitori che indicano le mete migliori e che spingono perché siano organizzate le gite. Generalmente le scuole chiedono preventivi per viaggi all' estero e in questo, il calo notevole dei prezzi, aiuta moltissimo». Con un costo medio di 800mila lire, il pacchetto prevede il volo, la sistemazione in albergo a mezza pensione e alcune visite con tanto di guida e interprete. «Il turismo scolastico - spiega Ida Amenduni, dell' agenzia "Buon viaggio network" - incide sull' operatività delle agenzie ormai per il 10 per cento ed è sicuramente un settore in crescita. Manca ancora però un migliore coordinamento fra le scuole e le agenzie di viaggio finalizzato ovviamente a un miglioramento del servizio. Nella nostra agenzia per esempio siamo costretti a dover selezionare in anticipo le richieste di preventivo che vengono dagli istituti scolastici». - ILARIA |