ROMA - Volete comprare una casa in Italia? Scordatevelo. E' diventata ormai una roba da ricchi signori. Volete un esempio di questa triste realtà? Chi acquista un appartamento a Salerno spende più di chi compra ad Amsterdam o a Miami. E una casa a Trento vale di più di un' abitazione a Vienna o a Francoforte. A stilare questo drammatico confronto dei prezzi delle case nel mondo con quelle italiane è Gentemoney, che nel numero di maggio dedica un' inchiesta al mercato immobiliare internazionale. Dall' inchiesta viene fuori che una casa nella provincia italiana costa quanto un appartamento nelle capitali di molti stati europei e degli Stati Uniti. La classifica delle città più care del mondo per appartamenti situati nel semicentro,indica che dietro a Tokyo (dove il prezzo per metro quadro supera i 21 milioni di lire) c' è subito Milano, con 5,4 milioni di lire (sempre al metro quadro). Il capoluogo lombardo precede addirittura Parigi (5,2 milioni al metro quadro), Roma (5,1 milioni) e Londra (5,0 milioni). Le ragioni che, secondo Gentemoney, spiegano il fenomeno del caro-casa italiano sono diverse. In primo luogo nel resto del mondo c' è una sovrabbondanza d' offerta che sembra riguardare molti paesi fuorché il nostro. In secondo luogo il caro-casa nostrano è dovuto ad una concezione tutta italiana molto particolare: una concezione dove la mobilità territoriale e quella professionale sono ridotte ai minimi termini. Non si cambia vita né si cambia lavoro. Si deve inoltre rilevare come in tutto il mondo stia imperversando una grave crisi immobiliare, con cali notevoli nelle quotazioni dovuti alla sovrabbondanza di offerta. Il boom dei prezzi in crescita nella seconda metà degli anni Ottanta è stato trascinato dalla forte crescita delle costruzioni, favorito quasi ovunque da una legislazione favorevole dove i vincoli fissati erano davvero pochi. E proprio questi vincoli, burocratici e urbanistici, sostiene Gentemoney, hanno invece frenato in Italia l' espansione dell' offerta, che oggi è ancora scarsa e contribuisce a tenere alti i prezzi. Ma ci sono poi, altre due cause legate a due propensioni squisitamente italiane: la scarsissima mobilità delle famiglie da città a città e persino da quartiere a quartiere e l' estesa proprietà della casa in cui si abita, intesa come investimento da lasciare ai figli. |