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Argomento 1
Arene con negozi e abitazioni -
Amsterdam-Appartamenti
Calcio


Mica uno stadio qualsiasi. Un' arena del football al centro di un villaggio polivalente nella zona di Castello: area grandi eventi, negozi, strutture ricettive, ristoranti, persino abitazioni. Il modello dovrebbe essere questo, sperimentato in Inghilterra e in altre città europee, progettato a Prato da una società immobiliare e sognato a Siena dal presidente della Robur De Luca. Un investimento capace di produrre profitti in virtù di svariate attività intrecciate tra loro. E' un modello che a Firenze sembra sposare esigenze diverse. Va incontro all' interesse dei Della Valle di disporre di una struttura moderna in grado di autofinanziarsi. Incrocia i desideri di Salvatore Ligresti, sponsor della Fiorentina attraverso Sai-Fondiaria, di creare un fulcro vitale intorno al quale sviluppare un progetto urbanistico nei 187 ettari di terreni che possiede a Castello. Progetto seducente anche per il Comune di Firenze, che si troverebbe in collo la gestione del «Franchi». «E' una prospettiva che non mi spaventa, anzi» dice l' assessore allo sport Eugenio Giani. «Al Franchi potrebbero trovare spazio sport in crescita come rugby e football americano, eventi benefici e concerti che a volte siamo costretti a rifiutare. E potremmo studiare una ristrutturazione con fondi statali che permetta al Franchi di candidarsi ad ospitare Mondiali di atletica, Giochi del Mediterraneo, Universiadi». Una ricerca indica le caratteristiche del centro polivalente che sia fonte di ricavi: stadio coperto con circa 40.000 posti tutti a sedere, pensato solo per il calcio e quindi senza pista di atletica, dotato di box esclusivi per seguire gli incontri in posizione privilegiata, di sale polivalenti, palestre e servizi commerciali differenziati. In Inghilterra, nel 1991, destinando fondi alla ristrutturazione degli stadi, la legge Taylor dette il via ad una corsa all' ammodernamento. In queste imprese le società sportive inglesi hanno investito, tra il 1991 e il 2000, 746 milioni di sterline. Lo «Old Trafford» del Manchester United, esempio della diversificazione dei ricavi, ha 55.000 posti tutti a sedere, è dotato di box esclusivi per un totale di 4973 posti, suite che le aziende affittano all' inizio della stagione per intrattenere i loro clienti in occasione delle partite, un ristorante (il Red Cafè), una sala polivalente per 1.000 persone, un museo e tre punti vendita dei gadget. Il Tottenham dispone di un impianto da 36.000 posti con 108 box e punti di ristoro capaci di sopportare oltre 1.000 persone. Il caso più noto in Inghilterra è il Chelsea Village, dove pallone fa rima con mattone. L' impianto è dotato di 44.000 posti a sedere, 70 box esclusivi, 20 aree per la ristorazione in grado di soddisfare 4.000 persone. E accanto ci sono un albergo a 4 stelle con 141 camere, ristorante e megastore di 2.000 metri quadrati su due piani. Meno di dieci anni fa, quando il Chelsea Village fu realizzato, 46 appartamenti ordinari e 4 extralusso vista football furono prenotati in pochi giorni sebbene costassero fino a due miliardi di lire. Il valore dell' area si triplicò in quattro anni. Il Chelsea nel 1998 ha incrementato del 100% il fatturato grazie alle entrate da attività commerciali affiancate al calcio. Fuori dall' Inghilterra c' è lo «stadio spider» di Amsterdam, l' Arena, che si scoperchia d' estate. Più di 51.000 posti a sedere, l' impianto può ospitare oltre cento manifestazioni non sportive l' anno. E poi ci sono un antico museo di cimeli calcistici assai visitato, casa della multimedialità e casa del video con maxischermo, bar come il «Soccer World Grand Cafè» di proprietà dei calciatori dell' Aiax. Una delle caratteristiche di queste nuove iniziative imprenditoriali è proprio quella di allargare le partecipazioni. Non solo calciatori, ovviamente, ma azionariato diffuso tra i tifosi, attratti dagli utili di gestione. Sembrano modelli tagliati per Castello, che cerca identità urbanistica a basso impatto ambientale, si propone come baricentro dell' area metropolitana, zona d' attrazione di un bacino d' utenza ampio.