MILANO - La trafila è identica a quella che ci vuole per andare dal dentista. Bisogna prenotare, e per tempo, il giorno e l' ora della visita. E guai a mancare l' appuntamento: bisognerebbe rifare tutto da capo. Però qui si tratta di una visita a un museo, anzi ai due musei che dal 30 marzo al 29 luglio ospiteranno a Amsterdam e Otterlo, in due diverse sedi espositive, la grande mostra Vincent Van Gogh, punto centrale delle manifestazioni che l' Olanda organizza per il centenario della morte del suo più geniale pittore moderno. L' evento culturale è tale da richiamare folle oceaniche di spettatori, ragione per cui il ministro del Benessere, della Salute e della Cultura olandese ha creduto bene di premunirsi da ogni spiacevole, disordinato arrembaggio, e ha varato il primo esperimento europeo di prenotazione obbligatoria per una esposizione d' arte: o si fissa anticipatamente l' appuntamento, oppure niente Van Gogh. La procedura è implacabile, perfino un po' punitiva, ma in cambio offre al visitatore la certezza di non fare lunghe, stressanti code all' ingresso e soprattutto di vedere più quadri di Van Gogh che grappoli di gente. Ci ricordavamo benissimo quello che era successo a Roma due anni fa per una mostra di Van Gogh: code infinite, attese snervanti per entrare nella mostra. Insomma, volevamo evitare qualcosa di simile, spiega Marlies Schute, office manager dell' Ente Nazionale Olandese del Turismo. Proprio a questo ufficio, che ha sede solo a Milano (via Turati 8, cap. 20121, telefono 02/6575301) si devono rivolgere i turisti italiani intenzionati a non perdere l' occasione. Qui, infatti, bisogna richiedere il modulo di prenotazione e spedirlo poi, una volta compilato, all' indirizzo segnalato sul modulo stesso. L' importante è specificare in modo chiaro la data e l' ora della visita a ciascuna delle due sedi della mostra, tenendo presente che il biglietto costa 24mila lire, 35mila cumulative per le due esposizioni. Personalmente darei anche un consiglio: visto l' alto numero di prenotazioni che già stanno arrivando all' organizzazione, c' è il rischio che la data prescelta per la visita sia già esaurita da altre richieste. Quindi è meglio allegare al modulo anche una lettera dove segnalare una data alternativa, dice ancora Marlies Schute, con una raccomandazione: che la lettera sia scritta in inglese, altrimenti nessuno la prende in considerazione. L' idea della prenotazione obbligatoria gli olandesi l' hanno rubata agli americani: in Usa infatti già da tempo per le grandi occasioni d' arte è indispensabile riservare il biglietto con anticipo, proprio per evitare inconvenienti ai visitatori. In Europa, invece, l' unico tentativo l' aveva fatto finora la Collezione von Thyssen di Lugano, per un paio di occasioni espositive. La mostra olandese ha tutte le caratteristiche per fare gola a troppa gente: è un' occasione praticamente unica per vedere l' opera del grande artista quasi al completo. I 120 dipinti che saranno esposti al Museo Van Gogh di Amsterdam e i 250 disegni raccolti al Rijksmuseum Kroller-Muller di Otterlo (a un' ora e mezza circa di autobus dalla capitale) riuniscono non soltanto il già ricco patrimonio olandese sull' opera di van Gogh, ma anche opere provenienti dai Musei di Parigi, Mosca, New York. E in più, non è l' unico evento dell' anno Van Gogh in Olanda. Altre otto mostre sono già in programma nel corso del 1990, accanto a altre esposizioni itineranti, a un film-festival e perfino a un' opera in musica sugli ultimi, disperati anni di van Gogh: solo e isolato finché fu in vita, circondato di clamori e folle da morto. |