AMSTERDAM - Quindici ore di assedio, e l' Olanda perde la sua innocenza. All' indomani dei funerali di Theo van Gogh, il regista ucciso dieci giorni fa da un estremista islamico nel centro di Amsterdam, il paese che ha sempre brandito la tolleranza come un manifesto si scopre di colpo vulnerabile e indifeso. E seppellisce in fretta il sogno di tornare a una normalità fatta di parchi immacolati, villette linde e culture mescolate una con l' altra. Il terrorismo è la nuova piaga che funesta la vita degli olandesi. Il lungo assedio compiuto ieri dalla polizia a un gruppo di islamici radicali dell' Aja, forse legati all' assassinio del giovane artista, ha di fatto sprofondato il paese in una spirale di paura. A esequie terminate, con la bottiglia di champagne sul feretro scolata dagli amici come imponevano le volontà dell' imprevedibile van Gogh, l' Olanda non è tornata a dormire serena. «Un funerale perfetto per Theo», titolava gia' in serata De Telegraaf. Ma nelle stesse ore, dopo le ferite inferte ad Amsterdam, dopo le chiese bruciate a Utrecht e le moschee assalite a Eindhoven, a Rotterdam, Breda, Hulze, Ijsselstein e Groninga, cominciava una notte che avrebbe portato la guerriglia nel cuore della capitale amministrativa olandese. Così l' Aja viveva una giornata irachena, tra colpi di arma da fuoco, scoppi di bombe a mano, incendi. E l' odore acre delle esplosioni. Uno scenario tratto dallo scacchiere mediorientale, e trasferito d' improvviso in nord Europa. Il blitz di duecento agenti delle unità speciali in assetto anti-sommossa sconvolgeva la vita degli abitanti del tranquillo quartiere attorno alla stazione ferroviaria di Holland Spoor, e l' intero Paese che per un giorno rimaneva incollato ai televisori. Alle 2: 45 del mattino una squadra di poliziotti si infiltrava nell' area per arrestare alcuni elementi sospetti, in un' inedita operazione di anti-terrorismo. Gli indiziati si barricavano però nell' appartamento, lanciando contro gli agenti una bomba a mano che ne feriva tre uomini. Due di loro, investiti in pieno dall' esplosione, sono tuttora in gravi condizioni. Nel clima di paura che attanaglia il paese, erano ora i reparti d' elite dell' esercito e le squadre specializzate nella liberazione di ostaggi a entrare in azione. L' appartamento di Holland Spoor veniva circondato, mentre agli agenti si aggiungevano reparti speciali dell' esercito e per aria volteggiavano gli elicotteri della polizia. Per sicurezza le forze dell' ordine sgombravano gli appartamenti nel raggio di cinque strade dal centro dell' operazione, mentre poliziotti in motocicletta e unità cinofile bloccavano tutti gli ingressi. All' Aja, sede del Parlamento e del governo, la misura precauzionale prevedeva anche il blocco dello spazio aereo sopra la città, Poi un lungo silenzio imposto dalla polizia, accompagnato da un' attesa spasmodica, rotta dalla tensione e da frequenti tafferugli tra olandesi e stranieri scoppiati tra la folla assiepata ai margini della zona. A metà pomeriggio la svolta. Il blitz durava 25 minuti. Grida, spari, tensione al massimo. Gli agenti riaffioravano accompagnando due giovani uomini - uno ferito alla spalla - verso il carcere. Il primo era stato subito arrestato. Per stanare l' altro era stata necessaria l' irruzione delle unità speciali nell' appartamento, passato al setaccio con l' aiuto di robot anti-esplosivo. Nel pomeriggio il giovane premier Jan Peter Balkenende, con il ciuffo bruno a coprirgli un' espressione ancor più imbarazzata che in passato, andava in Parlamento per lanciare un appello. Alla guida di un governo di centro-destra che solo lo scorso aprile ha espulso 26 mila immigrati richiedenti asilo, inaugurando così una linea dura nella politica d' immigrazione, Balkenende ha più volte invitato i cittadini alla calma e alla tradizione di convivenza: «Dobbiamo evitare un clima di radicalizzazione, un atteggiamento del tipo 'noi contro loro' non ci porta lontano». Un chiaro richiamo all' ordine per il vice premier Gerrit Zalm, che aveva inneggiato ad una «guerra» contro gli estremisti. Ma il primo ministro soffre di molti problemi nella compagine governativa, dove è in atto una disputa sulle misure da prendere tra il ministro degli Interni, Johan Remkes, e quello della Giustizia, Piet Hein Donner. La crisi esplosa con la morte di van Gogh, assassinato per le sue critiche contro l' Islam nell' ultimo film, non sembra destinata a esaurirsi con un blitz e due arresti. Il confronto, invece, pare appena cominciato. |