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Amsterdam nella Storia
Amsterdam-Appartamenti
Cultura e società


La passione di Simon Schama per il periodo aureo della cultura olandese lo ha portato a scrivere negli anni Ottanta un classico come The Embarassement of the Riches, e più recentemente Rembrandt' s eyes. Il modo in cui parla tuttora dell' «invenzione dell' Olanda» rivela un' autentica emozione intellettuale di fronte alla creazione di un' identità culturale da parte di un popolo che nel diciassettesimo secolo non aveva né una religione, né una politica, né una lingua comune. Quando gli chiedo che tipo di paese debba immaginarsi chi andrà a vedere l' esibizione su Rembrandt, sorride come se avesse pudore di rivelare un tesoro privato, poi comincia a descrivere con una foga trascinante la Amsterdam in cui viveva il pittore... «Era la città più ricca e importante del mondo: un centro vitalissimo di cultura e di commerci, cresciuto rapidamente fino a raggiungere una popolazione superiore al milione di abitanti. Amsterdam era la metropoli dove avvenivano i più importanti scambi culturali e i più appassionati contrasti ideologici. Provi ad immaginare New York, Parigi e Londra mescolate in un' unica realtà: nelle strade si ascoltavano gran parte delle lingue parlate nel pianeta, e a pochi metri da una chiesa cristiana si poteva trovare una sinagoga. La religione, la cultura ed il commercio si intrecciavano costantemente con una vitalità che dava l' impressione di una continua rigenerazione. Le cronache ci parlano ad esempio di abitanti del nord Italia che si recavano ad Amsterdam per acquistare pellicce da mercanti provenienti dalla Russia. Scambi di questo genere portavano con sé un confronto culturale che arricchiva innanzitutto la città. E' fondamentale ricordare che questa ricchezza economica ed intellettuale avveniva in un ambiente caratterizzato da una tolleranza e da un senso di libertà che, con la possibile eccezione dell' Inghilterra, non aveva pari in Europa». Si può affermare che Amsterdam è stata la prima grande città moderna? «Per molti versi è vero, ma non sottovaluterei l' importanza che ha avuto in questo senso anche Venezia. In anni non lontani da quelli di cui stiamo parlando la presenza del Doge e del Senato garantivano una forza d' attrazione abbastanza unica per quanto riguarda l' arte e l' intelletto. Ad Amsterdam era prevalente una vera e propria aristocrazia commerciale, che tuttavia conviveva con una diffusione capillare della cultura: il mercato dell' arte non era limitato al potente o al mercante che commissionava l' opera, ma era diffuso anche a livello popolare, con vendite effettuate per le strade e accanto alle chiese». C' è chi ha parlato di un «paradiso del consumismo» ante-litteram: anche questo sembra un segno anticipatore di una società moderna. «Non c' è dubbio, ed è importante sottolineare altri due elementi moderni come l' energia e la vitalità di una realtà che non vede sminuiti i propri risultati anche di fronte all' aspetto puramente consumistico». Stiamo parlando di un momento storico in cui la religione aveva un ruolo fondamentale. «Fondamentale e di segno contrastante. Pensi ad esempio all' arte: la riforma calvinista portò alla scomparsa delle commissioni da parte delle chiese, ma creò anche un' imprevedibile reazione tra molti cittadini. In una città profondamente protestante come Leiden, nella quale nacque Rembrandt, sono testimoniati numerosi episodi di persone che cominciarono a collezionare opere d' arte di tema religioso in reazione agli insegnamenti dei predicatori. Anche a questo riguardo è necessario ricordare la peculiarità di una società che ha sempre combattuto ogni forma di limitazione e censura». In The Embarassement of the riches lei ha parlato di una popolazione che si sentiva costantemente «minacciata dalla possibilità di essere corrotti dalla felicità». «Questo è un dato etico e religioso: stiamo parlando di una civiltà estremamente colta, contraddistinta da un' educazione classica e cristiana che testimoniava la fine inevitabile di ogni grande impero. Voglio ricordare tuttavia che questa preoccupazione non era nel patrimonio di Rembrandt». Nei suoi libri ha dedicato molte pagine al culto dell' igiene... «E' un altro aspetto peculiare di questa società, che si manifestava principalmente nella pulizia delle case: le cronache del tempo ci dicono che queste apparenza scintillante non avesse un eguale riscontro nella pulizia del corpo. E c' è da riflettere se anche questa importanza attribuita all' apparenza sulla sostanza non sia che un altro elemento anticipatore di moderne società consumistiche». I suoi libri ne elencano altri: l' ossessione per le classificazioni e per il gioco. L' importanza data al cibo... «Io partirei soprattutto da un dato socio-economico: nel giro di due generazioni i navigatori olandesi riuscirono a costruire un potentissimo impero, in un periodo in cui la vitalità finanziaria del paese era contraddistinto da tasse alte e da bassi tassi d' interesse. All' apice della loro potenza riuscirono a soppiantare i portoghesi ed i veneziani perfino nel commercio delle spezie, e le importazioni da paesi lontani quali il Brasile, l' India e la Persia fecero dei Paesi Bassi una specie di enorme supermercato, nel quale era possibile trovare di tutto. La ricchezza dell' offerta e questa incredibile mobilità interna trasformarono la zona nel principale polo di attrazione del pianeta: vivere ad Amsterdam era considerato un privilegio, non diversamente da come accade oggi per New York. E come New York (ma l' esempio si può estendere ad altre metropoli), Amsterdam era caratterizzata da molti sintomi di superficialità e corruzione, ma anche da un' impostazione laica della vita e della spiritualità: se mette a confronto i soggetti dell' arte fiamminga con quelli realizzati nello stesso periodo all' interno di culture differenti noterà una grande attenzione nei confronti di temi raramente rappresentati altrove, come ad esempio il cibo. A quest' ultimo riguardo è importante ricordare i tumulti che avvennero quando finirono le riserve di grano durante la guerra con gli inglesi: quel mondo splendente conviveva quotidianamente con una realtà di bisogni primordiali». La guerra era una presenza costante, così come la malattia: tra il 1624 ed il 1635 la peste decimò l' intera regione... «E' interessante notare come l' arte dell' epoca abbia trattato questi temi solo raramente in maniera diretta: la vanità dell' esistenza è espressa dalla presenza inquietante di teschi ad esempio all' interno di composizioni floreali. Ma nello stesso tempo sono poche le celebrazioni epiche o dolenti di un mondo nel quale il dolore era presente in una maniera così centrale».