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Divertimenti

Barcellona è una delle città più "cool" d'Europa, che vive in continuazione e sa offrire al visitatore innumerevoli occasioni per divertirsi, entusiasmarsi, emozionarsi - di giorno o di notte senza distinzioni. Per aggiornarvi su mostre, teatri, spettacoli e divertimenti della settimana, la fonte più completa è il settimanale "La Guia de Ocio".

La città vecchia di notte è una zona molto animata; esplorate le stradine del Barrio Gotico o passeggiate lungo le Ramblas fino al Porto Vecchio. Nella Plaça Real si concentra una moltitudine di bar e club aperti tutta la notte. La zona è molto frequentata dai turisti, e di conseguenza da ladruncoli in cerca di occasioni, qualche attenzione in più sarà benvenuta.

La Ribera sempre nel centro storico, negli ultimi tempi è diventato un quartiere molto di moda per le sue atmosfere bohemien: il Passeig del Born pullula di bar di tendenza e ristoranti dove trascorrere piacevolmente la serata.

L'Eixample è un altro posto eccellente per i nottambuli, più tipicamente barcellonese. Una degli indirizzi più caldi è la Calle Aribau. Qui vicino si concentra anche la attivissima zona gay di Barcellona.

Gracia: salendo oltre la Av. Diagonal, ci si imbatte nel vecchio quartiere operaio di Gracia, che è diventato una delle zone più animate della città, amato da giovani e vari bohemien. Nelle sue tante piazzette, come Pl. Sol e Pl. Rius Taullet, troverete un ambiente dei più vivaci a Barcellona che non vi lascerà delusi.

Il nuovissimo Port Olimpic è un'altra ottima location per gli amanti del buon vivere, con i suoi ristoranti in stile post-moderno, bar e discoteche dove fare letteralmente l'alba.


Mezzi Pubblici


Barcellona dispone di una rete di trasporto moderna ed efficiente gestita dalla Transports Metropolitans de Barcelona (TMB). : Servizio Clienti TMB, Tel. +34.93.3187074 o al sito www.tmb.net.
Metropolitana:
Barcellona è servita da una rete di metropolitana con sei linee e 123 stazioni, completata dalla rete ferroviaria urbana (FGC) e da 4 tramvie, che vi permetteranno di spostarvi comodamente e rapidamente per tutta la città. Mappa dei Trasporti Barcellona
Autobus:
una rete capillare con oltre 80 linee di autobus per arrivare a qualunque zona della città.
I biglietti sono di vari tipi, dalla corsa singola agli abbonamenti. Per i turisti esistono biglietti da 2 a 5 giorni, che permettono viaggi illimitati in metro o autobus.
Autobus turistici
è un servizio pensato per i turisti, con tre percorsi fissi (linea Blu, linea Rossa, linea Verde) che esplorano tutti i principali punti di interesse della città. Potrete salire e scendere quante volte vogliate con lo stesso biglietto. I biglietti, da uno o due giorni, si comprano a bordo, o nei principali punti di informazione turistica e nei centri di attenzione al cliente della TMB.
Transbordador aeri
una telecabina che parte dalla collina di Montjuïc (partenza dai giardini di Costa i Llobera) e arriva alla Torre de Sant Sebastià, vicino alla spiaggia, attraversando tutto il porto turistico di Barecllona.
Teleferica di Montjüic
una bellissima teleferica panoramica che percorre il parco di Montjüic dalla stazione della funicolare di Montjuïc fino al Castello di Montjuïc. È rimasta chiusa per tutto il 2005 per interventi di miglioria. La riapertura è prevista per i primi mesi del 2006.
La Tranvía Azul
(il tram blu) è un'antica linea tranviaria che vi permette di salire alla montagna del Tibidabo attraversando una delle zone residenziali più belle di Barcellona. Arrivati al capolinea troverete la connessione con la funicolare del Tibidabo che porta al luna park del Tibidabo. I biglietti si acquistano a bordo.
In bicicletta Barcellona dispone di una buona rete di piste ciclabili e parchi dove pedalare in tutta tranquillità. CicloBus Barcelona è un servizio che vi permette di esplorare la città in bicicletta. Potrete noleggiare la vostra bici per qualche ora o per vari giorni, anche ritirandole e consegnandole in due punti diversi. Punti di noleggio:
Plaça de Catalunya / Ronda Universitat
Mirador de Colom (Portal de la Pau)
Passeig Joan de Borbó / Almirall Cervera


Eventi


L'offerta di eventi a Barcellona è praticamente illimitata: in qualsiasi periodo dell'anno troverete qualcosa : festival, spettacoli, mostre, eventi sportivi e quant'altro. Per essere sempre aggiornati sugli eventi del momento la fonte più completa è il settimanale "La Guia de Ocio".

Alcuni dei principali eventi ricorrenti a Barcellona:

Stagione d'Opera al Liceu
Il Gran Teatre del Liceu ha sempre in cartellone una grande stagione d'opera, eseguita solitamente dal coro e dall'orchestra del Liceu.
Stagione sinfonica al Palau de la Musica Catalana
Il Palau è il luogo per eccellenza della musica classica a Barcelona. La stagione è sempre ricchissima, con concerti sinfonici, musica da camera, musica corale ed anche eventi per i più piccoli. Tra le manifestazioni principali c'è "Palau 100", un ciclo musicale con le migliori orchestre da tutto il mondo.
Carnevale di Barcellona
In febbraio, da giovedì grasso a martedì grasso Barcellona vive il suo carnevale (qui detto Carnestoltes) in un clima di grande festa, tra balli in maschera e sfilate in costume.
Festa di Sant Jordì - 23 aprile
La festa di San Giorgio è il S. Valentino dei barcellonesi. Come da tradizione, in questo giorno i ragazzi regalano una rosa ad ogni ragazza, che, a loro volta, ricambiano il regalo con un libro. Per Sant Jordì le Rambla si riempiono con centinaia di bancarelle di libri.
MotOh BCN
In maggio, solo gli anni pari. Colossale salone della motocicletta che attrae molte migliaia di appassionati che accorrono ad ammirare gli ultimi modelle, assistere a gare e show, ed incontrare i campioni delle due ruote. Dove. Fiera di Barcellona.
SONAR - in giugno
La musica elettronica a Barcellona è un fatto molto serio. Sonar è un grande festival internazionale di Advanced Music, Multimedia e Urban Art. È uno degli eventi più importanti al mondo nel genere e richiama migliaia di appassionati da tutti i paesi.
Festa di Sant Joan, 23 Giugno
Barcellona festeggia il solstizio d'estate con una notte di falò e fuochi d'artificio in ogni quartiere della città. Le feste migliori si fanno sulla spiaggia, dove la gente si trova a festeggiare fino all'alba.
Barcelona Grec Festival
Spettacolare festival estivo che si tiene fra giugno e luglio. Barcellona viene inondata da una serie di spettacoli teatrali, musica, letteratura, danza e flamenco. Gli eventi si tengono nel teatro Greco di Montjuïc e nel Poble Espanyol.
Fiesta de la Mercè
A settembre. La festa de La Mercè è il più importante appuntamento di Barcelona con la tradizione popolare catalana. In questi giorni potrete ammirare le famose piramidi umane, I castellers, oltre ai danzatori di sardana, sfilate di figure mitologiche catalane ed eventi.
BAM - Barcelona Acciò Musical
In corrispondenza della Fiesta de la Mercè, Barcellona accoglie un grande festival musicale con le maggiori gruppi europei. Gli spettacoli si tengono in varie location nella città, molte di cui all'aperto: il CCCB, la Rambla del Raval, la Plaça de Catalunya ed il Forum.
Barcelona International Jazz Festival
Da fine ottobre a inizio dicembre. È uno dei maggiori eventi europei della musica jazz. Ospita i grandi nomi della scena internazionale che attraversano tutti i filoni di questo amato genere musicale. I concerti si tengono al Palau de la Musica, L'Auditori e varie altre location in città.


Attrazioni


Las Ramblas
Una delle icone di Barcellona, sono un lungo viale pedonale che nasce in Plaça de Catalunya e termina al monumento a Colombo, sul porto vecchio. La scena è sempre incredibilmente viva, tutto il percorso è punteggiato di chioschi e tante bancarelle che vendono libri, uccelli o fiori. Lungo il percorso si susseguono importanti edifici come la chiesa di Betlem, il Palazzo de la Virreina, il mercato della Boqueria, il Teatro del Liceu ed il Palau Güell magnifica opera di Gaudì.
La Ribera
Questo quartiere, detto anche El Born, da qualche anno è diventato uno delle aree più amate di Barcellona, molto di moda per aver conservato le sue atmosfere tradizionali e bohemien. Il quartiere pullula di boutique, negozi, bar di tendenza e ristoranti alla moda, dove trascorrere piacevolmente la serata. Qui potrete visitare la chiesa di Santa Maria del Mar, il mercato del Born, il mercato di Santa Catarina, il Museo Picasso e la Calle Montcada.
Parco Güell
Questo parco scaturito dal genio creativo di Gaudì è una dei paesaggi artificiali più incredibili del mondo. Gaudì intendeva creare una città giardino inserita nella natura vera, quasi a fondere l'entità naturale e artificiale. Il progetto non fu mai completato ma Gaudì fece in tempo a lasciare la sua impronta inconfondibile. Su di un'area di venti ettari non incontrerete mai una linea retta, tutto è ondulatorio e non cessa di incantare i visitatori con un senso di grande magia.
Apertura: maggio-agosto 10-21; marzo e ottobre 10-19; aprile e settembre 10-20.
Collina di Montjuïc
La collina di Montjuïc è una delle zone più emblematiche di Barcellona. Si iniziò a costruirvi sopra per la Expo del 1929 e si continuò a svilupparla fino alle Olimpiadi del '92. Oggi è una grande area dedicata alla cultura, allo sport ed al tempo libero. Vi si trovano alcuni dei più importanti musei di Barcellona, un "parco teatrale", le più grandiose strutture olimpiche ed il quartiere fieristico della città. Le attrazioni principali di Montjuic sono il Museo Archeologico, il museo di etnologia, la Fondazione Joan Miró, la Fondazione CaixaForum, il Teatre Grec, la Anella Olimpica, il Poble Espanyol ed il Castello di Montjuïc. L'immagine più suggestiva di Montjuïc si gode di sera dalla Plaça de Espanya, quando la Avinguda Reina Maria Cristina, la Font Màgica ed el Palau Nacional sono illuminati.
Come arrivare: con il Bus Turistic oppure con la funicolare dalla stazione metro Parellel.
Gràcia
Nel XIX secolo Gracia era un povero sobborgo operaio di Barcellona sito a nord dell'Eixample, oggi è un variopinto quartiere amato dagli artisti, studenti e intellettuali della città. Tuttora si respira un po' dell'aria bohemien che la zona aveva negli anni '60; le sue piazzette alberate, come Pl. Sol e Pl. Rius Taullet, sono oasi riposanti di giorno, ma di notte si trasformano in un ambiente dei più vivaci a Barcellona
Monte Tibidabo
Il Tibidabo è la vetta della Sierra de Collserola, un'area montuosa sopra Barcellona diventata un grande parco protetto. Dalla cima la vista sulla città è ineguagliabile. Il visitatore troverà ad attenderlo un grande luna park, e la Torre delle Telecomunicazioni alta 268 metri.
Il trasporto per raggiungere il Tibidabo è da solo un'attrazione turistica: la mitica Tramvia Blau (tranvia blu), simbolo della identità barcellonese, vi porterà fino alla partenza della funicolare, che compie l'ultima parte del tragitto fino alla cima.
Maremagnum
Nel bacino del porto vecchio, sul Moll d'Espanya, si trova questo grande complesso dedicato al tempo libero. 22mila metri quadrati con multisala, bar, ristoranti, centro commerciale ed il famoso acquario di Barcellona.
Dove: Moll d'Espanya. Metro: L3, Dressanes.
Barcelona Aquarium
E' uno dei più grandi acquari d'Europa, con grandi 21 vasche che mostrano ognuna diversi habitat marini. Sbalorditivo l'Oceanarium, tunnel di vetro che attraversa un ecosistema del Mediterraneo camminerete circondati da ogni tipo di pesci squali inclusi!
Luna Park del Tibidabo
Un grande parco attrazioni situato sulla cima del Tibidabo, da cui si gode una vista spettacolare sulla città. Nei paraggi si trova anche la Torre de Collserola, torre delle telecomunicazioni alta 228 metri. Salita a pagamento con ascensore.
Trasporto: con la Metro L7 fino ad Av. Tibidabo + Tramvia Blau + funicolare del Tibidabo. Oppure con il Tibibus da Plaça de Catalunya.
Poble Espanyol
Sulla collina di Montjuïc si trova questo villaggio creato ad hoc per la Esposizione del 1929, che riproduce tutti gli edifici caratteristici delle varie zone della Spagna. Oggi il Poble Espanyol è più che altro un'attrazione turistica con numerose botteghe d'artigianato spagnolo, animazione, musica, e decine di bar e ristoranti.
Orario: lun. de 9-20; mar-gio 9-2; ven-sab 9-4; dom 9-24. Inverno: lun-gio 9-20, ven-sab 9-4 dom 9-24. Dove: Av. Marquès de Comillas, 13. Metro: Espanya (L1/L3) + 10 min. a piedi.


Musei

Musei a Barcellona

Barcelona dispone di uno dei complessi museali migliori di Spagna.
Articket è un biglietto unico che da la possibilità di visitare sei musei a metà prezzo: il Museu Nacional d’Art de Catalunya (MNAC), la Fundació Joan Miró, la Fundació Antoni Tàpies, il Centro di Cultura Contemporanea di Barcellona (CCCB), il Centro Culturale Caixa Catalunya, il Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona (MACBA) ed il Museo Picasso. Informazione e vendita: presso i centri d'arte, gli uffici di informazione turistica di Pl. Catalunya e gli sportelli di Caixa Catalunya.

Museo Picasso
La collezione delle opere giovanili di Picasso più completa del mondo, con moltissime testimonianze dal cosiddetto "periodo blu". Vedrete anche la serie delle Meninas di Velazquez, una ricchissima collezione delle incisioni del maestro ed una serie di ceramiche del periodo più maturo.
Dove: Montcada 15-23. Metro: Jaume I (L4), Liceu (L3), Arc de Triomf (L1) Orario: mar-dom: 10-20.
Museo di Storia della Città di Barcellona
Il museo della storia della città è uno straordinario museo che, oltre al palazzo reale, ospita il complesso museale sotterraneo più grande d'Europa. Una volta entrati dalla Casa Padellàs, si scende nel sottosuolo archeologico, per scoprire l'affascinante mondo della Barcellona romana e visigota. Il percorso si snoda tra le antiche mura difensive, edifici termali e resti della città visigota e prosegue poi in superficie nel complesso medievale.
Orario: da giugno a settembre: mar-sab 10-20. dom 10-15. Resto dell'anno: mar-sab 10-14/16-20, dom 10-15.
Museo della Scienza CosmoCaixa
È considerato il museo della scienza più bello d'Europa, riaperto nel 2004 dopo una radicale trasformazione durata sei anni. Tra le luci del museo, un muro geologico dove scoprire i segreti del suolo ed una riproduzione reale della foresta amazzonica.
Dove: Teodor Roviralta, 47-51. Trasporto: Metro L7 Av. Tibidabo + Tramvia Blau Orario: da martedì a domenica, 10-20
Museo Navale (Museu Maritim)
Ospitato negli antichi cantieri navali del XIV secolo, i Dressanes, questo museo navale è il più completo di tutta la Spagna. I Dressanes sono gli antichi cantieri navali della città, in funzione fino al XVIII secolo. È uno squisito esempio di architettura civile medievale, fatto di volte maestose sostenute da possenti archi e colonne. In esposizione c'è tutta la storia della navigazione e della ingegneria navale spagnola, oltre ad affascinanti mostre tematiche.
Orario: lun-dom 10-20. Tel. +34.933 429 920 Dove: Avda. de les Drassanes. Metro: Drassanes (L3)
Museo Nazionale d'Arte della Catalogna (MNAC)
Il museo nazionale dell'arte catalana custodisce la collezione di arte romanica più vasta del mondo. Un percorso di quasi mille anni nella storia dell'arte catalana. Nel suo interno vedrete sculture ed affreschi provenienti da chiese catalane che sono stati staccati, restaurati ed appaiono ora in ambienti sicuri che ricreano il contesto originale. Il museo espone inoltre collezioni di arte catalana rinascimentale, barocca e degli ultimi due secoli e la Collezione Thyssen-Bornemisza che prima si trovava nel Monastero di Pedralbes.
Orario: mar-sab 10-19, dom 10-14.30. Dove: Palau Nacional. Metro: Espanya (L1 / L3)
Museo d'Arte Contemporanea di Barcellona (MACBA)
Il museo d'arte contemporanea è focalizzato sull'arte della seconda metà del XX secolo. La collezione permanente include opere di grandi contemporanei mondiali, come Klee, Basquiat ed altri, ma la parte più consistente è dedicata ai movimenti catalani come l'arte concettuale del Grup del Treball ed i surrealisti del Dau al Set. Naturalmente trovano giusto spazio anche i più celebri maestri catalani Tàpies e Barcelò.
Orario: lun-ven 11-19.30, sab 10-19.30, dom 10-15. Chiuso il martedì. Dove: : Plaça dels Angels. Metro: Catalunya (L1/L3); Universitat (L1-L2)
Fondazione Joan Miró
Joan Miró è uno dei grandi artisti spagnoli del XX secolo, conosciuto per le sue forme astratte e surreali. L'enorme collezione esposta nel museo fu donata da Mirò stesso: 300 dipinti, 150 sculture, tutta l'opera grafica e 7000 disegni che attraversano tutto il percorso artistico del maestro. Il museo è inserito nel parco di Montjuïc, ospita anche mostre temporanee e nel giardino d'estate si tengono concerti di qualità.
Orario: da ottobre a giugno: mar-sab 10-19, gio 10- 21, dom 10-14. Da luglio a settembre: mar-sab 10-20, gio 10-21, dom 10-14.30. Dove: Parco di Montjuïc. Metro: L1/L3, Espanya + Funicolare di Montjuïc


Esperienze ed Opninioni


Le Ramblas e la Plaza  Catalunya

In realtà le Ramblas sono cinque, ma appaiono comunque come un’unica lunga strada che dal porto conduce a Plaza Catalunya. Barcellona e’ una città estremamente vitale e accogliente. Fa davvero piacere camminare e osservare tutto questo movimento anche se, in alcuni tratti delle Ramblas, bisogna riconoscere che diventa quasi nevrotico: si fa zig zag da una parte all’altra e per poco si devono dare spintonate per passare!
La prima sosta che facciamo è per il colorato mercato alimentare al coperto che si tiene in una traversa delle Ramblas. Diamo un’occhiata veloce rimanendo estasiati dalle enormi fragole rosse e dai succhi di frutta freschi spremuti sul momento, dopodiché proseguiamo per Plaza Catalunya, ricoperta da migliaia di piccioni che regalano un affascinante spettacolo.

Il M.A.C.B.A.

Prendiamo la direzione del M.A.C.B.A. (Museo d’Arte Contemporanea) tornando a El Raval, che raggiungiamo dopo una ventina di minuti scarsi. Il museo appare futuristico già dall’esterno, ma in maniera ancora più marcata al suo interno. Una sorta di gigantesco letto appeso al muro giace sopra le nostre teste all’ingresso, poco prima di fare i biglietti, insieme a qualche altra bizzarra opera nei corridoi. Ma questo è solo il preludio, poiché di opere d’arte singolari, contemporanee, futuristiche, astratte o qualsivoglia chiamarle, ne vediamo in quantità industriale nei vari piani del museo. Le descrizioni sono brevi e non aiutano tanto. Per comprendere questi autori bisogna documentarsi prima o avere studiato arte. Noi ci accontentiamo di sorridere di fronte a sculture apparentemente insignificanti per noi profani, come quella di un lavabo, di una tazzina da colazione divisa in due spiaccicata su un quadro enorme nero insieme alla corrispondente metà di un colino, di un secchio di vernice con tanto di pennello, di un palloncino gonfiato che non si sgonfia mai, di nudi con catene, croci bianche, di un armadio in legno ripieno di indumenti casuali, di una scrivania con un po’ di paglia, e così via. Vista la pioggia continua optiamo per la visita dell’interessantissimo Museo Marittimo.

Il Museo Marittimo

All’ingresso scattiamo una foto con un vecchio sommergibile in legno che sembra uscito da vecchi progetti del grande Leonardo. Il biglietto costa quasi 11 euro, ma li vale tutti considerato la particolarità del museo in sé stesso, che offre una vasta e completa esposizione del mondo marittimo dalle prime imbarcazioni inventate dall’uomo per solcare i mari, fino alle più recenti colossali opere navali. Si cammina tra gli innumerevoli modelli di vascelli e caravelle, fino a scorgere una delle attrazioni principali che consiste nella ricostruzione a grandezza naturale di un vero e proprio galeone! Molta attenzione è prestata anche alle spiegazioni e alla storia, con lunghi cartelloni ed esposizioni in apposite sale. La visita termina con una galleria allestita in questi giorni, intitolata guarda caso: “Il novecento siciliano”, e con il doveroso attrezzato negozio di souvenir prima dell’uscita, a cui non resisto di portar via la classica barca dentro la bottiglia.

Port Vell e il Maremagnum

Arriviamo a Port Vell, attraversando il moderno ponte girevole che conduce al Maremagnum, un grosso centro commerciale considerato dai pedoni l’adeguato proseguimento delle Ramblas per le proprie passeggiate. Tutto questo quartiere non esisteva dieci anni fa, quando visitai Barcellona con la mia classe di quinta superiore per la gita scolastica! Entriamo all’interno della gigantesca struttura, sorridendo di fronte al curioso gioco di specchi creato all’ingresso con il riflesso verticale dei passanti, e facciamo un giro per renderci conto dei negozi e dei prezzi: per niente diversi da quelli italiani, è il nostro verdetto finale.

l’Acquario

Subito a fianco del Maremagnum si trova l’Acquario, considerato tra i più belli europei. Il prezzo di 13 euro pare veramente esoso ma ci togliamo comunque lo sfizio di visitarlo. Stavolta gli articoli da regalo sono proprio all’ingresso, e presentano una varietà di oggetti incredibili e davvero appetitosi anche per i più restii allo shopping. La visita all’acquario è tutto sommato abbastanza classica: l’unica interessante particolarità è il tunnel subacqueo che passa sotto un gigantesco vascone che brulica di squali, tartarughe, e branchi di pesci di vario genere e forma. Una passerella mobile con i vetri trasparenti fa appunto il giro della vasca, permettendo di ammirare da sotto e a distanza ravvicinata questo meraviglioso mondo sottomarino. La visita termina con una sala dove si può ristorare e far giocare un po’ i bambini. Noi ne approfittiamo per scattare una foto spiritosa dietro il costume di un palombaro, e consumare qualche pop-corn e una bella coca cola rinfrescante.

All’uscita veniamo attratti dall’enorme scritta IMAX del gigantesco cinema, costruito a sua volta a lato dell’acquario e del Maremagnum. Prendiamo un depliant con gli spettacoli e ne troviamo uno di due ore a cui non possiamo rinunciare e di cui compriamo i biglietti (10 euro a testa).

Passaige Garcia e la Casa Battlò

Proseguiamo per Passaige Garcia, il vialone che si dirige a nord della città, dove dopo qualche centinaio di metri si trova Casa Battlò, uno dei capolavori assoluti del genio di Gaudì, divenuto ormai un simbolo e un culto per questa città. E' incredibile pensare che tra un palazzo comune e l'altro si trovi incastonato questo gioiello, che già dall'esterno regala le prime emozioni osservandone la facciata. Ogni singolo particolare è curato e non casuale: le forme dei balconi, le inferriate, il portone, i materiali e i colori usati. E' ancora incerta quale sia la fonte di ispirazione del genio, ma le più accreditate paiono essere quella della rappresentazione del mare o quella di un dragone. C'è una bella differenza in effetti, eppure guardandola ci sono gli elementi per entrambi i casi.

All'ingresso, il biglietto costa sempre sui 10 euro ma almeno ci danno la guida: una sorta di telefono parlante che, schiacciando i numeri corrispondenti che si incontrano man mano nella casa, fornisce informazioni sui dettagli della costruzione. Dettagli allucinanti che mai si rivelerebbero all'occhio di un comune visitatore. A partire dalle scale per culminare nel salone, tutta la casa è un capolavoro d'arte e di ingegneria che non ha eguali. Ogni singolo particolare è ricercato in maniera ossessiva dal genio che ha inventato un proprio sistema di aerazione delle stanze, di riscaldamento attraverso un singolare caminetto, di illuminazione naturale che passa tra riflessi colorati delle vetrate e cortili interni creati appositamente per tale scopo. Un particolare che mi rimarrà sempre impresso è quello delle pianelle di uno di questi cortili, che hanno due colori diversi ma guardate nel complesso si fondono in unico colore che ricorda, appunto, il mare. Come se non bastasse, poiché la luce viene dall'alto, i due colori delle mattonelle in realtà sfumano assumendo colorazioni più chiare dal basso della finestra e più scure verso l'alto del tetto, pur continuando a sembrare un colore solo: questo perché la luce, mentre scende verso il basso del cortile, si indebolisce e quindi illumina meno le pianelle sul fondo che, se fossero tutte uguali, risulterebbero ovviamente più scure. Genio o maniaco? Tutto quanto, e sottolineo tutto, è costruito in modo da eliminare le linee rette a favore di forme ondeggianti e sinuose: il lampadario a forma di vortice, le porte una diversa dall'altra, il passamano, le scale, le finestre, le murature, il caminetto, le colonne. Il confine tra fantasia e realtà svanisce del tutto in questa casa fiabesca unica al mondo e nel suo genere! Terminiamo la visita con il negozio di articoli a tema, da cui ci limitiamo a portare via solo una decina di cartoline stupende.

Proseguendo per Passaige Garcia arriviamo dopo pochi minuti ad un'altra opera d'arte di Gaudì: Casa Pedrera. Qua siamo colti impreparati da una fila sterminata di turisti che si estende per decine di metri oltre l'ingresso sulla strada, e optiamo per ritornare più tardi, prendendo il metro e dirigendoci alla Sagrada Familia.

La Sagrada Famiglia

Ricordo che questo fu il primo colossale monumento che vidi nella mia vita quando visitai Barcellona dieci anni fa, che mi scioccò totalmente. Camminavamo con i miei compagni senza meta, di notte, e all'improvviso la possente visione di questa cattedrale gotica illuminata si rivelò davanti ai nostri occhi increduli! E' passato tanto tempo da allora e di opere monumentali ne ho visto tante, ma rivedere comunque la Sagrada Familia fa sempre un certo effetto. Con la differenza che, rispetto a dieci anni fa, ce n'è un enorme pezzo in più! Adesso le torri sono 4 e le facciate due, esattamente il doppio di quando le vidi io. Tutta l'area comunque è un gigantesco cantiere operativo e le facciate, forse nel 2016 quando si presume sarà terminata, saranno 4 e le torri 8!!! C'è da metter in chiaro che, per adesso, la parte nuova costruita non ha niente a che vedere con il fascino e la precisione di quella originale di Gaudì, che purtroppo morì all'improvviso in un incidente lasciandola largamente incompleta. Rimane sempre il progetto a cui gli architetti odierni si staranno ispirando per completarla.

Il costo del biglietto è di 9 euro, ma non ha una grande giustificazione dal momento che da vedere, all'interno della Sagrada Familia, non c'è praticamente nulla a parte le altissime gru e i lavori in corso. L'unica parte interessante è salire sulle torri in maniera un pò vertiginosa e claustrofobica, con un numero infinito di gradini su scala a chiocciola, e godere il panorama della città tra una finestrella e l'altra. Istruttiva invece è la visita del museo, il quale spiega visivamente i progetti di Gaudì con dimostrazioni reali in plastici in miniatura della sua geniale architettura. Colpisce in modo particolare l'uso delle colonne a forma di ramo d'albero e per giunta oblique, tecnica molto usata in diverse opere. Appare straordinario anche il progetto finale della Cattedrale, con i particolari delle singole facciate e delle torri, nonchè, cosa difficilissima da immaginare a tutt’oggi visto che non esiste niente, della torre centrale che sarà molto più alta e mastodontica delle altre otto! Credo che, se veramente l'opera finale sarà così come la si vede nel progetto, la Sagrada Familia diventerà uno dei monumenti più incredibili del pianeta e, probabilmente, anche uno dei più dispendiosi visto che ci avranno lavorato incessantemente per trenta anni!

Terminata la visita, prendiamo il metro per tornare indietro alla Pedrera. Ne approfittiamo a questo punto, visto che il giro turistico in bus è da scartare, per fare la travel card per i quattro giorni rimanenti di visita, al conveniente prezzo di 15 euro valevole per tutti i metro e bus indistintamente.

La casa Perdrera

Alle 17:00 siamo di fronte alla Pedrera. La fila è diminuita ma è comunque tanta! Attendiamo pazientemente per fare i biglietti (altri 7 euro a testa) e visitare questo altro capolavoro di Gaudì che non delude leaspettative. Stavolta l'ispirazione dell'artista è chiara e, come si intuisce dal nome stesso, riguarda la pietra. Nel complesso l'interno della casa mi pare meno appariscente di quella Battlò, ma sicuramente esaltante è la visita del tetto: una sorta di parco di sculture e statue a forma di maschere, che col tramonto regalano magnifiche tonalità di rosso! Il panorama non è da meno, con la vista della Sagrada Familia, del centro della capitale, e con i più stravaganti spunti fotografici delle bizzare opere di pietra. Alcune peculiarità si ripetono, come ad esempio quella dell'utilizzo di piccoli cortili interni per far arrivare in tutte le stanze una gradevole luce naturale. Ancora qualche manciata di cartoline e anche questa visita è terminata.

Il Park Guell

Prendiamo il metro per Lesseps, punto di partenza per visitare il Park Guell. Dall'uscita della stazione bisogna camminare per una mezzora per arrivare all'ingresso del famoso parco di Gaudì, ennesima opera iniziata e purtroppo rimasta incompleta. Seguendo i cartelli, percorriamo un vialone e svoltiamo in una traversa che sale ripidamente su un colle. All'entrata, un'artista simula perfettamente la statua d'orata di un pistolero che scatta all'improvviso e spara un colpo ogni tanto spaventando i turisti! Le torri a lato delle mura sembrano finte e non lasciano dubbisullo stile del genio: pare di essere nel paese dei balocchi o in qualchefavola di biancaneve. Una lunga scalinata che parte da unafontana porta ad una terrazza panoramica sorretta da enormi colonne. Noiiniziamo però la visita del parco prendendo un sentiero verso destra, che si inoltra nella vegetazione verde dove si scorgono ognitanto le forme bizzarre delle opere di Gaudì. Le più ricorrenti sono senz'altrole colonne e gli archi, che seguono quel principio di ramificazione visto anchealla Sagrada Familia. Gli spunti fotografici non mancano di certo, soprattuttoper chi è appassionato di architettura e di giochi di prospettiva.

Nonostante ci siano parecchi turisti (soprattutto scolaresche), capita spesso di passeggiare all'interno del parco in assoluto silenzio e relax, potendo godere al meglio della sua straordinaria bellezza. Dopo una lunga passeggiata raggiungiamo la terrazza panoramica, abbellita con i muretti mosaicati da pianelle dai mille colori vivaci che ne seguono tutto il perimetro. Questo dovrebbe far parte dello stile riciclatore, ma pare che l'idea originale non sia nemmeno di Gaudì ma del suo assistente. Il panorama che si gode da qua è stupendo e permette una singolare visione d'insieme anche delle opere all'ingresso del parco. Scendiamo sotto la terrazza nel gigantesco colonnato che mi fa venire in mente un pò i templi greci. Tutte le colonne sono dritte, ad eccezione dell'ultima fila dove Gaudì si è sbizzarrito nel farle oblique. Qui sotto scorgo un'artista con una bellissima tela della Pedrera, che non posso rinunciare a portare a casa per la modica cifra di 10 euro.

 

Il Museo Gaudì

A questo punto torniamo all'interno del Parco verso il Museo Gaudì, che avevamo intravisto prima di passaggio. Il biglietto costa 8 euro (e ti pareva!) e permette di visitare la dimora dove il famoso artista ha vissuto durante i lavori al parco. Niente di eccezionale a dire il vero, tranne qualche curiosità e il bellissimo panorama che si scorge dalle finestre.

La collina Montjuïc

Prendiamo la funicolare per Montjuic, che parte proprio da Paral-lel. Saliamo così sul colle che domina la parte ovest di Barcellona, dove si trovano una serie di attrazioni tra cui il castello, il parco giochi, la zona olimpica, fino a scendere nuovamente in basso verso il Museo Nazionale di fronte a Plaza Espana.

La Fondazione di Joan Mirò

Usciti dalla stazione, scopriamo un pò delusi che la seconda funicolare, che porta in cima nei pressi del castello, è chiusa. Così passeggiamo scendendo dalla parte opposta, fino a raggiungere la Fondazione di Joan Mirò. Sono altri 7 euro di biglietto per visitarla, e probabilmente sono anche quelli spesi peggio. Sarò proprio un ignorante senza speranza in materia, ma certe opere proprio non le capisco! Innanzitutto, poco dopo l'ingresso assistiamo ad una esposizione temporanea di qualche artista che ha avuto l'onore di potersi esporre in un museo di questo livello. Un filmato penoso, volgare, osceno e degradante sono le prime cose che mi vengono in mente mentre osservo allibito lo schermo della sala bianca dove viene riprodotto. Se questo è il messaggio artistico che l'autore voleva trasmettere c'è riuscito in pieno. Guardando le facce sconvolte degli altri turisti capisco che a volte l'arte non è solo questione di ignoranza, ma anche di buon gusto. Vedere un uomo completamente nudo, abbruttito, allucinato quanto sofferente, che si contorce senza senso, in assoluta solitudine, con i genitali sempre in vista in queste riprese mosse e dal vivo, sul filone della strega di Bleir a dir poco angoscianti, può davvero essere considerato arte? Continuiamo a guardare attoniti questo filmato nella convinzione che ci sarà un senso o un significato, ma alla scena del sangue che fuoriesce dal corpo del povero disgraziato che si auto tortura senza senso, ci viene davvero brutta voglia e ce ne andiamo di corsa.

Lasciamo volentieri agli esperti l'onore di guardarsi questo capolavoro. Passiamo dunque alle opere di Joan Mirò, che osserviamo in diversi enormi saloni bianchi usufruendo della solita guida in linea del telefono parlante. Senz'altro meno penose ci mancherebbe, qui parliamo di un pittore, ma non ne capisco ugualmente la grandiosità di nessuna! Per la miseria quanto sono negato per l'arte moderna... dove sono finiti i meravigliosi dipinti di Van Gogh, i particolari minuziosi del Canaletto, etc.etc.etc.? Qua vedo un quadro con una linea nera che lo taglia in due, un comune cerchio e qualche "V" scritta, e devo immaginarmi un bellissimo orizzonte con tanto di sole e uccelli che volano! E le descrizioni della guida poi fanno acqua da tutte le parti: non ce n'è una che ti spieghi decentemente e in modo convincente una di queste opere. Mi viene davvero da ridere quando guardo due quadri appesi al muro e ascolto il telefono che mi suggerisce di notarne l'affinità: le rappresentazioni di ciascuno sono totalmente differenti, ma uno è tutto verde con alcuni schizzi arancioni, e l'altro tutto arancione con un punto verde. Mi stanno prendendo in giro? La chicca finale è in una sala quadrata dove sono esposti tre giganteschi quadri, ognuno in una parete diversa. Le opere sono praticamente identiche e cioè: il quadro interamente bianco e una linea nera tracciata a mano libera che lo attraversa quasi in diagonale. L'unica differenza tra tutti e tre è ovviamente la linea, che essendo fatta a mano libera non può essere uguale. C'era bisogno di fare tre quadri così grandi per mostrare una linea, che tra l'altro, non presenta nessuna elaborazione, geometria, ma è tracciata chiaramente di pugno in pochi secondi senza ripasso? Sentiamo cosa dice la guida, che riporta addirittura le parole del Mirò stesso, il quale racconta che avrebbe potuto tracciare la linea in un minuto e il suo quadro sarebbe finito subito, ma ci ha messo invece mesi di prova per arrivare a quella giusta. Ogni volta la tracciava, poi la riguardava, non gli piaceva, la cancellava e la rifaceva. Finché, in un giorno di illuminazione, non disegnò quella giusta, anche se impiegò mesi ad osservarla per capire che era quella giusta! E dunque? il quadro l'ha fatto comunque in un minuto! Ne ha fatto addirittura tre? La guida dice che tutto ciò dovrebbe rappresentare l'isolamento di un prigioniero in cella, ma è davvero possibile? quale cultore della pittura, seriamente, mi può dire esattamente cosa rappresenta la comunissima linea che vedo di fronte ai miei occhi, perché è ondulata in alcuni punti, perché è leggermente in diagonale, perché non tocca i bordi? Ammesso, certo, che esista veramente la spiegazione razionale. E' probabilmente questo il mio vero limite, cercare la spiegazione tecnica e razionale. Evidentemente i quadri sono frutto invece di una irrazionalità interiore e soggettiva a cui solo pochi eletti possono arrivare. Per concludere in bellezza, mi sposto in un'altra sala dove sono esposti altri tre giganteschi quadri appesi alle pareti, esattamente identici a quelli visti prima, tutti bianchi con una linea nera tracciata a mano libera ma, stavolta, attenzione, ci sono anche due o tre schizzetti di vernice di pennello. Ah beh ragazzi ma allora ditelo dai!

Il M.N.A.C.

Esco dal museo nella piena convinzione che ,dopo Barcellona, non entrerò più da nessun altra parte ad ammirare l'arte moderna. Per consolarmi qualcuno suggerisce di arrivare al M.N.A.C., il Museo d’Arte Nazionale, e visitare qualcosa di archeologico e dal significato più concreto e tangibile. Arrivati nella terrazza sovrastante la gradinata che porta fino a Plaza Espana, siamo estasiati dallo stupendo panorama della città, che si colora di tinte gialle e forti del sole vicino al tramonto. Entriamo dunque al M.N.A.C. ma scopriamo presto che la parte visitabile è solo quella romanica: meglio di niente comunque! Facciamo il giro tra i reperti lasciati dal nostro potente impero ai suoi tempi migliori, e proseguiamo poi una passeggiata ad anello dietro il museo arrivando alla zona olimpica e tornando di fronte alla piazza.

La Fontana Magica

Sono le 19:00 in punto e, magia delle magie, a nostra totale insaputa iniziano sotto i nostri occhi gli spettacoli di giochi d'acqua della Fontana Magica! Questo sì che vuol dire trovarsi al posto nel momento giusto! Tutto si illumina clamorosamente e l'acqua comincia a scorrere dappertutto, partendo da una cascata di fronte al M.N.A.C. per scendere tutta la gradinata tra fontanelle varie e terminare nella Fontana Magica. Inizia anche la musica e lo spettacolo vero e proprio: una meraviglia assoluta, tra la magia dei colori e le forme create dagli zampilli, che si alzano, abbassano, creano un effetto soffuso simile a nebbia, tutto a ritmo di famose colonne sonore. Si riuniscono centinaia di turisti e noi scendiamo la gradinata mentre assistiamo allo show avvicinandoci alla fontana. La musica epica di Guerre Stellari conclude perfettamente questo tripudio, che fino ad adesso è la cosa più bella ed emozionante che abbia visto a Barcellona.

Il Poble Espanol

Si sono fatte nel frattempo le 20:00, e presi dall'euforia delle mille luci e colori appena viste, puntiamo su un'ultima visita ancora per concludere in bellezza la giornata: il Poble Espanol, ovvero la ricostruzione di un villaggio spagnolo in una sorta di quartiere a sé stante. Arriviamo all'ingresso dopo una breve passeggiata di un quarto d'ora, ammirando le torri e le mura medievali. Ci viene data la cartina e allo stesso tempo ci viene detto che i negozi a questa ora sono chiusi. Per noi ha poca importanza, anzi, scopriamo presto durante la visita che questo è un vantaggio poiché siamo praticamente da soli e possiamo girare più velocemente. Ci fermiamo in un bar dopo pochi passi in una viuzza che sembra uscire da un film storico. Anche il bar, in effetti, non è da meno. Prendiamo un bel thè caldo e riprendiamo il giro turistico per l'impressionante quartiere. Ogni minimo particolare è curato e studiato nei dettagli: le murature, i portoni, le finestre, i balconi, le insegne dei negozi, il ciottolato della strada, l'illuminazione, la chiesa ed il campanile, la piazza principale. E' davvero tutto incredibile ma perfettamente realistico e a trovarsi soli in alcuni angoli di queste viuzze sembra davvero di tornare indietro di qualche secolo e assaporare la vita di un tempo.
Terminiamo la visita e ripercorriamo la strada all'indietro verso Plaza Espana. Sostiamo ancora un pò a vedere la Fontana Magica, che nel frattempo ha regalato ai turisti un altro (e l'ultimo) spettacolo.

Il museo Picasso

La prima visita di oggi è concentrata sul Museo Picasso. Un altro mondo rispetto alla Fondazione di Mirò vista prima. Almeno qui, l'evoluzione dell'artista è esposta gradualmente sala per sala: dai suoi dipinti da giovane, in stile più classico, fino alla sua trasformazione in quelli più astratti. E anche i più complicati e meno comprensibili danno comunque soddisfazione, ad un profano come me, nell'ammirare la meticolosità dei colori, delle forme e della tecnica. Si capisce quale mole di lavoro ci sia dietro un'opera del genere. Picasso è Picasso. La visita risulta dunque, contro le mie aspettative, estremamente interessante ed istruttiva e vale appieno il solito biglietto di 7 euro pagato all'ingresso.

Il Tibidabo e la Torre Collserola

Ci spostiamo in Plaza Catalunya, prendendo la linea 7 e poi la Tramvia Blau che sale al Tibidabo, seguendo le istruzioni della nostra guida. La tramvia è davvero particolare: un vagoncino piccolo con panchine in legno minuscole scomodissime, che si riempe fino a scoppiare di turisti e per la sua tratta di dieci minuti sulle rotaie costa il biglietto di 3,10 euro! Per arrivare in cima al Tibidabo però non è ancora finita, bisogna prendere un'altra funicolare e fare un altro breve tragitto. Una volta arrivati nella piazza principale, osserviamo un pò la cartina esposta. Alla nostra destra c'è il parco giochi, più che altro con attrazioni per bambini e piccini. Varrebbe la pena farlo solo per la ruota panoramica che gira sopra Barcellona con una vista mozzafiato! Saliamo le gradinate che conducono alla Cattedrale. Diamo una visita veloce e scattiamo una quantità industriale di foto al panorama che spazia su tutta la città fino al mare. Si intravedono tutti i monumenti principali, nonostante la giornata sia nuvolosa e ci sia un pò di foschia.

Ci fermiamo per pranzo al "Tibidabo Masia Restaurant", proprio di fronte alla piazza principale, consumando qualche toast e patatine fritte. Chiediamo dunque come si può raggiungere la Torre Collserola, che domina il colle e che si vede chiaramente vicino a noi. Sappiamo che esistono degli autobus, ma ci consigliano di andare direttamente a piedi. Passeggiamo così per un quarto d'ora fino ad arrivare alla base dell'altissima torre, davvero impressionante. Quella di Praga, a confronto, è molto più bassa. Il biglietto d'ingresso costa solo 4,60 euro e non permette di arrivare fino in cima, ma comunque ad una buona altitudine in una sala panoramica della torre. Raccolti una decina di turisti, attendiamo una ragazza che ci porta alla base della costruzione da cui parte un ascensore a vetri trasparenti che sale lentamente, permettendo di ammirare a bocca aperta lo strepitoso panorama. Anche la sala è trasparente, con le grate bucherellate sotto i piedi che danno la sensazione del vuoto: non certo adatte a chi soffre di vertigini! Siamo a oltre cento metri di quota della torre e circa seicento dal livello del mare! Dalla sala si gode un panorama a 360°, ed è possibile visualizzare subito le principali attrazioni osservando le numerose cartine fornite di ogni spiegazione e punti di riferimento. Rimango ad osservare un pò la lontana Sagrada Familia, la bellissima Plaza Espana e il M.N.A.C., il colle di Montjuic, il Tibidabo con la cattedrale che si erge al cielo. Inizia nel frattempo ad annuvolarsi pesantemente e si sentono devastanti tuoni in sottofondo. La discesa dall'ascensore è altrettanto emozionante quanto la salita, e una volta arrivati in basso ci fermiamo a visitare una sala dove sono esposte le fotografie e i dati delle altre torri similari sparse per il mondo: esattamente come a Praga, di cui tra l'altro vediamo la torre, tra le più piccole, di soli 90 metri di altezza. Ce ne sono alcune colossali in Canada e Russia, magari un giorno visiteremo anche quelle.

La Vila Olimpica

Dedichiamo il nostro ultimo giorno a Barcellona passeggiando per quei quartieri caratteristici che abbiamo ancora tralasciato e per fare un po’ di shopping. Iniziamo scendendo le Ramblas verso Port Vell, dove acquistiamo qualche souvenir all’acquario. Poi proseguiamo verso Barceloneta, osservando un altro sommergibile in legno simile a quello del museo marittimo.  Attraversiamo dunque Barceloneta e raggiungiamo Vila Olimpica, da cui rimaniamo esterrefatti dalle bizzarre forme architettoniche e strane sculture che si incontrano per strada. Il culmine ovviamente è il colossale monumento del pesce, situato in una piazza che pare sé stessa un’opera futuristica. Rimaniamo ad osservare e passeggiare un po’ per questo quartiere spettacolare, totalmente diverso da quelli visti fin d’ora, che mi ricorda un po’ nel genere La Defense di Parigi. La piazza finisce in una balconata che dà sulla bella spiaggia di Barceloneta.

Il Parco de la Ciutadel ed il Barrio Gotico

Lasciamo il quartiere moderno e torniamo al centro storico, passando per il Parco de la Ciutadel, considerato uno dei polmoni verdi della città. Dobbiamo girare un bel po’ per le mura prima di trovare l’ingresso, ma una volta dentro godiamo di un po’ di verde e pace al di fuori del traffico metropolitano. Seguendo il sentiero principale giungiamo al laghetto centrale, dove alcune belle statue fanno da sfondo ad una fontana e c’è persino la riproduzione di un grosso elefante per far divertire i bambini.

Usciamo dall’altra parte del parco proprio in pieno Barrio Gotico, e raggiungiamo dopo una mezz’oretta la Cattedrale. Si può entrare a visitarla (ne vale la pena) e con la cifra di 4 euro si può salire sul tetto tra transenne e percorsi arrangiati con inferriate. Questa è una cosa forse un po’ discutibile, tra l’altro il panorama che si vede non è alla fine molto diverso (anzi, sicuramente inferiore) rispetto a quello che si gode da altri punti della città.

Terminata la visita, ci fermiamo un po’ nella piazza di fronte alla cattedrale per ammirare un suonatore di chitarra e alcuni artisti che simulano le statue. C’è un vero professionista da record, con tanto di piedistallo e borsa per attrezzi, che ha incluso nel suo abbigliamento, all’altezza del petto, un orologio con il quale misura il tempo che riesce a rimanere fermo. Un tempo eterno di minuti e minuti in cui rimango imperterrito ad osservarlo senza che si muova di un millimetro o che sbatta le palpebre degli occhi, fino all’autoconvincimento che veramente si tratti di una statua. Dopo altri minuti, finalmente lo vedo fermare l’orologio e riposarsi un pochino, per poi riattaccare il suo cronometro personale e iniziare daccapo! A questo punto non posso esimermi dal fare una foto insieme a questo mito e lasciargli la meritata mancia.

Continuiamo a passeggiare per gli innumerevoli negozietti del Barrio Gotico fino a giungere a Plaza Espana, dove entriamo al centro commerciale “El Corte Ingles” dove scopro che al piano terra c’è una gigantesca esposizione di DVD e cd musicali che sono molto attraenti!

Stanchi dalla lunga camminata, ci riposiamo al “Beer & Coffee”, proprio in un angolo della piazza, prendendo una cioccolata calda con churros, un abbinamento molto usato a quanto pare da queste parti. I churros sono una sorta di sfogliatine zuccherate davvero buone!